Tornati da un bel giro nelle langhe, colorate dall’autunno, abbiamo subito messo a bollire una bella matassa di tajarin, comprati nella deliziosa cittadina di Barolo.

Abbiamo usato (e osato):
160 g di Tajarin
un bel porro
una pera Abbate
sale e pepe
olio d’oliva
Mentre l’acqua della pasta bolliva, abbiamo fatto saltare in padella, con poco olio, il porro ben pulito e tagliato a rondelle non troppo spesse, abbiamo subito salato.
Dopo pochi minuti, appena il porro è diventato morbido, abbiamo aggiunto la pera a cubetti, senza la buccia questa volta. Abbiamo quindi calato i tajarin e dopo un minuto li abbiamo scolati, non troppo, e messi nella padella con i porri e pere. Poi abbiamo mescolato per un minuto aggiungendo un po’ di acqua di cottura della pasta e li abbiamo serviti nei piatti dopo averne fatta una bella matassina, aiutati da una lunga pinzetta e un mestolo tondo. Questo non solo per l’estetica ma anche perché in questo modo la pasta, raffreddandosi un poco, si ferma di cottura che in questo caso è così rapida da essere delicata. Infine abbiamo versato sopra la pasta il sugo rimasto in padella e una abbondante macinata di pepe freschissimo.
L’abbinamento dolce-dolce, porri e pera, vi stupirà per gusto e delicatezza.
