Altro viaggio in Veneto!
Per cercare occasioni, che non mancano mai, e poi per il vino, cioè non per tutto il vino, per il Prosecco, il Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG, solo questo!
Anche noi, come molti, amiamo questa delizia per il palato, non certo perché è di moda. Da sempre!
E Prosecco DOCG vuol dire Glera, il suo vitigno principe, con i suoi acini dorati. Deve essere presente almeno all’85%, dona al vino le sue caratteristiche principali: il tipico sapore fruttato e floreale. Altri vitigni ammessi in minori quantità sono: la Glera Lunga, simile ma con acini più grossi; il Verdisco (unico vitigno al maschile), che nelle annate calde dona sapidità e acidità; la Perera, che come ricorda il nome offre al vino un sapore di pera matura e quindi sapori più fruttati; la Bianchetta, che matura precocemente e per questo aiuta nelle annate fredde a non far virare troppo sull’acidità. Per sapere veramente tutto su questa meraviglia si può leggere il sito www.Prosecco.it , sito ufficiale della DOCG.
Probabilmente negli anni non abbiamo assaggiato tutti i tipi di Prosecco dei vari produttori, però molte etichette sono transitate sul nostro tavolo e dentro i nostri frigoriferi.
E quindi abbiamo delle preferenze, che poi sono diventate tali anche conoscendo personalmente alcuni produttori, visitandone le loro cantine, sentendone i racconti carichi d’emozioni e di competenze.
Alcuni, pochi, nonostante il loro prodotto sia sempre di grande qualità, li frequentiamo di meno, proprio perché non siamo riusciti a sentire un legame affettivo con i vignaioli e le loro cantine.
Non è mai un aspetto secondario del piacere del buon cibo e del buon bere… è il motivo per il quale sempre il sapore che si coglie nel viaggio, vicino alla produzione, dove i prodotti nascono e crescono, non sarà mai ritrovato a casa. A meno di lasciare andare i ricordi e cercare di rivivere le sensazioni.
Questa volta, visto che la vendemmia era vicina, abbiamo scelto di soggiornare proprio nel territorio della DOCG, e quindi abbiamo trovato una casa a Vidor.
Vidor è un comune italiano di 3.671 abitanti della provincia di Treviso in Veneto. Si trova a 7 km da Valdobbiadene, 30 km dal capoluogo Treviso e circa 70 km da Venezia. Confina a nord con i territori comunali di Valdobbiadene e Farra di Soligo, ad est con Moriago della Battaglia, a sud con Pederobba e Crocetta del Montello. La parte collinare del territorio comunale fa parte del sito Patrimonio UNESCO “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”.


Frozza (via Martiri 31, Colbertaldo, Vidor, www.frozza.it ) è una cantina non grandissima, animata dalla orgogliosa passione di Giovanni che accoglie i visitatori pronto a raccontare le vicissitudini dell’anno trascorso. Infatti per la vendemmia 2019 a causa di una grandinata nel momento meno opportuno, la famiglia non ha praticamente potuto raccogliere la propria uva ed è stata costretta a comprarla, chiaramente sempre di qualità, da amici più fortunati. Per questo, con una bella vena di ironia, hanno creato un nuovo nome per il Prosecco 2020 extra dry: Pochi Calici!
Uve diverse ma mano sempre felice: anche quest’anno il vino ci regala un interessante nota floreale. Sempre notevole anche il suo vino Col Fondo, chiamato qui “vin de botilia”, un vino che ricorda fortemente i tempi passati. E’ una caratteristica di questa cantina. Forse questo succede perché Giovanni usa solo una selezione di lieviti del posto. Nelle annate “normali”, come sicuramente sarà la prossima, produce tre tipologie di prosecco frizzante, tutte molto tradizionali, e una molto interessante versione senza bollicine. Eccellente è per tutti i tipi il rapporto qualità/prezzo.

Pochi metri da Frozza e si incontra la cantina delle Sorelle Bronca ( www.sorellebronca.com) esattamente in via Martiri 20. Praticamente tutta la famiglia lavora nell’azienda. Noi, questa volta, siamo stati accolti da Ersiliana, che è anche l’enologa della cantina e che ci ha accolti e fatto degustare i suoi vini, con competenza, cortesia e grande semplicità, stando ad ascoltare i nostri pareri e facendoci sentire esperti.

Il loro vino è, in qualche modo, diverso da quello dei Frozza, qui molto più curato è il marketing, inteso nel senso migliore: studio del mercato e innovazione portano a risultati di eccellenza pluripremiati da tutte le più importanti guide (ad . esempio i “tre bicchieri” della Gambero Rosso per il favoloso Particella 232 extra brut, che ottiene anche il “top vino slow” nella guida Slow Wine). Hanno una qualità dei loro vini massima, non solo Prosecco ma anche vini fermi, bianchi e rossi. Qui i prezzi sono logicamente un po’ più alti ma sempre con un ottimo rapporto con la qualità.

Molti altri produttori sono tra i nostri preferiti, tra gli altri Villa Sandi con il loro meraviglioso Cartizze Brut; il PrimoFranco di Nino Franco; Follador con l’extra Brut; Casa Costa Piane con il Naturalmente; Bortomiol che ha il pregio di far arrivare anche il Prosecco di qualità nella grande distribuzione (ad. es lo compriamo in Esselunga). Ci fermiamo qua ma si potrebbe continuare. E’ solo un elenco personale e come tale opinabile.
Però Prosecco non vuol dire solo vino. Come alcuni altri territori fortunati, qui, oltre alla vocazione per il buon vino, anche il paesaggio collinare merita un viaggio attento. Piccoli paesini sembrano letteralmente spuntare dalle vigne, che cercano e trovano ogni spazio libero. Se solo si sbaglia una strada, cosa non difficile, ci si trova subito in una vigna, viaggiando tra splendidi filari. Noi siamo arrivati quando stava per iniziare la vendemmia e quindi le viti erano al loro meglio, dovunque ci arrivavano riflessi dorati e i colori delle foglie cominciavano a trasformare il verde della clorofilla in colori più autunnali e caldi. Ogni tanto la nostra lenta corsa veniva ulteriormente frenata da trattori con rimorchi stracolmi di grappoli, facendoci giocare ad una specie di caccia alla strada libera molto divertente. Che bello viaggiare senza avere una meta e poter dedicare tempo alle proprie personali visioni, che ci aprono la mente.

Famosissima e frequentatissima ma non per questo meno affascinante, l’Osteria Senza l’Oste, curioso e divertente esempio di ristorazione senza servizio, con tavoli spersi nella vigna, e macchine self service a cui chiedere anche i bicchieri. Altrimenti uno può portarseli da casa. Difficile però il parcheggio, meglio lasciare la macchina lontana ed arrivarci con una bella passeggiata. Tanti i ragazzi che vengono qui, per mangiare e bere all’aperto, seduti tra le vigne.

Per chiudere la giornata non ci dimentichiamo mai che il Prosecco è papà dell’aperitivo perfetto. Da solo, accompagnato da qualche piccolo spuntino, o come base dello Spritz, che noi immancabilmente andiamo a bere a Montebelluna e per tradizione nostra al Bar alla Loggia, in Corso Mazzini 93, che non sarà alla moda, ma dove ci siamo sempre trovati bene. Ricordiamoci sempre che un ottimo Spritz deve partire da un Prosecco di grande qualità, spesso in giro questo non succede.

